Rimborsi falsi, assolti Cota e Marino

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Posted on: 10/08/16
L'ex governatore Roberto Cota è stato assolto nel processo "Rimborsopoli" sulle spese pazze della Regione Piemonte che vedeva imputate 25 persone, 24 consiglieri regionali e una dipendente di un gruppo consiliare. Per Cota i pm avevano chiesto 2 anni e 4 mesi. Il processo si è chiuso con 10 condanne e 15 assoluzioni. Le pene che erano state chieste dalla procura, a vario titolo per i diversi imputati, andavano da 16 mesi a 4 anni e 4 mesi.
 

Assolti 13 consiglieri, 10 condanne
Insieme a Cota sono stati assolti, tutti perché il fatto non sussiste, altri 13 consiglieri regionali e una dipendente di un gruppo. Altri dieci ex consiglieri piemontesi sono stati invece condannati a pene comprese tra i 4 mesi e i 3 anni e 10 mesi: Michele Giovine, Andrea Stara, Michele Formagnana, Mastrullo Angiolino, Roberto Tentoni, Rosanna Costa, Daniele Cantore, Alberto Cortopassi, Giovanni Negro e Augusta Montaruli. Per Giovine la condanna più alta a 3 anni e 10 mesi, per Montaruli la più bassa, 4 mesi. La sentenza è stata letta dal giudice Silvia Bersano Begey.


La Lega esulta
"Sono contento per la sentenza, mi sono tolto un macigno. Fortunatamente una parte delle istituzioni funziona e la mia assoluzione lo dimostra" ha detto l'ex governatore. "Tutti assolti i consiglieri della Lega Nord in Piemonte. Da Roberto Cota a Riccardo Molinari, tutti assolti. Tre anni di insulti, elezioni ribaltate e alla fine... Il fatto non sussiste" scrive su Facebook il segretario della Lega Matteo Salvini. "Quanta gente, a partire da Renzi, dovrebbe chiedere scusa - insiste - Un abbraccio ragazzi, a testa alta e si torna a vincere". '


Spese in Campidoglio, assolto Marino
L'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, è stato assolto dalle accuse di peculato e truffa in relazione alla vicenda della spese in Campidoglio. La procura di Roma aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi. Le richieste erano state formulate dai pm Roberto Felici e Pantaleo Polifemo, che si occupano rispettivamente della prima e della seconda indagine. Marino è stato assolto dalle due accuse rispettivamente 'perché il fatto non sussiste", e "perché non costituisce reato". Erano 56 le cene sospette, tra luglio del 2013 e giugno del 2015, per complessivi 12.700 euro pagati con la carta di credito in dotazione all'allora primo cittadino ma consumate, secondo gli inquirenti, "generalmente nei giorni festivi e prefestivi, con commensali di sua elezione, comunque la difformi della funzione di rappresentanza dell'ente". I ristoranti preferiti dall'allora sindaco erano a Roma, ma anche in altre città come Milano, Genova, Firenze e Torino. 


Assoluzione anche per la gestione della onlus Immagine
Il 'marziano' era anche imputato per la gestione della onlus Immagine, della quale in passato fu presidente. La struttura, che si occupava di aiuti sanitari a Paesi in via di sviluppo, avrebbe messo in atto delle assunzioni fittizie tra il 2012 e il 2014, con soggetti inesistenti truffando l'Inps. Oltre a Marino, presidente dell'associazione fino al luglio dl 2013, l'inchiesta vede indagate per truffa in concorso altre tre persone, Carlo Pignatelli, Rosa Garofalo e Federico Serra, che sono state rinviate a giudizio oggi dal gup Pierluigi Balestrieri. Nell'ambito della stessa udienza è stata decisa, con rito abbreviato, l'assoluzione dell'ex sindaco da tutte le accuse.




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